Emanuela Orlandi: le ossa ritrovate sono di un uomo

Il caso Emanuela Orlandi continua a rimanere un mistero.

Hanno più di 50 anni e, con molta probabilità, appartengono ad un uomo. Sono queste, secondo la Procura di Roma le prime indicazioni delle analisi sulle ossa ritrovate nella Nunziatura Vaticana di Roma lo scorso 29 ottbre.

Tutte queste indicazioni sembrano scludere definitivamente la possibilità che, i resti umani rinvenuti sotto il pavimento della portineria dell’Ambasciata della Santa Sede di Via Po, possano appartenere ad Emanuela Orlandi o Mirella Gregori .




I risultati dei test

Il test del Carbonio-14, su alcuni frammenti della calotta cranica, ha permesso di datare le ossa ad un periodo antecedente al 1964. La scomparsa delle due ragazzine, la cui sorte è ancora avvolta da un fitto mistero, è avvenuta 20 anni prima, nel centro di Roma. L’individuazione del “fattore X” nel DNA  estratto dal femore, indica che i resti appartengono ad un uomo e no ad una donna.

Pietro Orlandi è cauto

Voglio  aspettare la fine degli accertamenti e, sopratutto, i risultati dell’esame genetico del DNA- dice Pietro Orlandi  fratello di Emanuela –  e capire, in ogni modo, perchè ci sono quelle ossa lì sotto”.




Probabilmente antiche tumulazioni

Se anche gli inquirenti non aggiungono altri dettagli, una delle ipotesi più credibili è che si tratti di tumulazioni più antiche.

Negli anni 20, l’area su cui fu costruita Villa Giorgina, è stata, fino ai primi del ‘900, una zona di sepolture.




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