Futuro e tecnologia 100 anni dopo

Ci siamo chiesti come immaginava il futuro chi ha vissuto 100 anni prima.  La cosa che potrebbe sorprendere è che, molte (pre)visioni fatte dai futurologi del secolo scorso sono state azzeccate o, per lo meno, molto simili alla realtà attuale in quanto si basavano sulle conoscenze dell’epoca. Nel 1918,  le aspettative del mondo occidentale, dal punto di vista tecnologico, erano riposte soprattutto in quella nuova “energia magica” che era la corrente elettrica, in tutte le sue applicazioni, dal telefono all’automobile. Lo spiega molto bene Claudia Geib in articolo pubblicato su futurism.

Mobilità

Un secolo fa, spostarsi da un luogo all’altro, era una vera e propria ossessione: i fratelli Wright stavano ancora perfezionando il loro rivoluzionario aeroplano, le compagnie navali si contendevano i record di traversata dell’Atlantico ed era solo il 1914 quando, la Ford, inaugurò la prima catena di montaggio di automobili che, nel 1918, “sfornava” un’autovettura ogni 93 minuti, circa 5 mila auto all’anno per la mitica Model T: la prima vettura di serie  alla portata di molti.

Erano i primi giorni del 1918 quando, i giornali di Washington prevedevano che l’automobile del futuro sarebbe stata completamente impermeabile, capace di funzionare in ogni condizione atmosferica, con le fiancate e il tetto in vetro, calda in inverno e fresca d’estate e senza volante: si sarebbe guidata con una consolle dotata di levette ed avrebbe avuto solo 3 ruote. I futurologi dell’epoca avevano previsto che ogni famiglia ne avrebbe posseduta almeno una.

Viaggi senza confine

Le nuove tecnologie permettevano di superare le  fantasie di artisti come Jean-Marc Côté che immaginava enormi sottomarini trainati da gigantesche balene o  mezzi volanti appesi a grandi uccelli.

Per il nostro secolo, i futurologi dell’epoca, esperti di tecnologia, vedevano taxi volanti, dirigibili da guerra, postini volanti, aerei invisibili e mezzi di soccorso in grado di arrivare dal cielo ovunque e in pochissimo tempo.

Diversi giornalisti e diversi romanzieri, alimentavano l’idea di un’auto volante, tanto che, nel 1923, Hugo Gernsback, la propone come soluzione definitiva al traffico di New York.

Va detto che, quella dell’auto volante, è una delle poche visioni del futuro che non si è concretizzata in qualche cosa di simile e funzionante: è ancora una chimera nonostante i numerosi progetti degli ultimi cinquant’anni.

Tecnologia per tutti

Caratteristica di questo periodo è che, tutte le previsioni riguardanti la tecnologia, hanno un unico comune denominatore: portare le nuove tecnologie alle masse

 John Elfreth Watkins descrive apparecchi che potremmo collocare a metà tra la televisione e i proiettori cinematografici, capaci di mostrare in ogni casa le rappresentazioni che si svolgono nei teatri.

Una videochiamata dell’anno 2000 in una cartolina francese del 1910

Sempre secondo Watkins, i pasti sarebbero stati recapitati direttamente nelle case, ma non da fattorini in bicicletta come accade oggi: “da sistemi di consegna basati su grosse tubature funzionanti come la posta pneumatica. E poi, nel giro di un secolo il mondo sarebbe certamente stato pieno di robot che guidano, puliscono in casa, fanno il bucato, stirano…

Energia pulita

Sono sorprendenti le previsioni -azzeccate- che riguardano l‘ambiente e i combustibili fossili. Già nel 1896 lo scienziato svedese Svante Arrhenius calcolò che un raddoppio della concentrazione di CO2 nell’atmosfera avrebbe causato un aumento della temperatura del pianeta compreso tra gli 8 e i 9 °C.

Arrhenius, e con lui altri scienziati, arrivarono alla conclusione che presto sarebbe stato necessario ridurre drasticamente l’utilizzo del carbone e dei derivati del petrolio e, nel 1917,  Alexander Graham Bell prevede l’utilizzo del sole, delle onde e delle maree come fonte di energia pulita.

L’hoverboad secondo i nostri bisnonni

Fonte

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